Riparazione schede elettroniche per cancelli automatici a Venezia
La centrale di comando è il componente che si guasta più spesso, su qualsiasi automazione. Non tutte si buttano: quello che si può salvare dipende da dove è arrivato il danno.
Assistenza indipendente. I marchi eventualmente citati in questa pagina appartengono ai rispettivi titolari e compaiono a scopo descrittivo. I.S.G. S.r.l.s. lavora in proprio: non è un centro assistenza autorizzato, non è rivenditore e non ha rapporti con i produttori.
Non è il fulmine
Quando una centrale smette di funzionare dopo un temporale, quasi tutti pensano al fulmine. Il fulmine diretto esiste, ma è raro. Quello che fa il danno vero, con molta più regolarità, è meno spettacolare: le sovratensioni che corrono sulla linea durante i temporali, l’umidità e l’ossidazione.
La differenza non è accademica. Un fulmine è un evento singolo e devastante; una sovratensione è un episodio che si ripete, ogni volta indebolendo un po’ di più l’elettronica. È il motivo per cui una scheda a volte non muore di colpo ma comincia a dare problemi intermittenti, che tornano e passano finché un giorno non passano più.
Sul litorale si aggiunge un terzo fattore che pesa quanto gli altri due messi insieme: l’ambiente salino. Salsedine e umidità attaccano morsetti, contatti, connettori e piste, e lo fanno in silenzio. Su un impianto a Jesolo, Caorle o Cavallino-Treporti una centrale che dà errori ricorrenti va guardata prima nei contatti che nei componenti.
Cosa si ripara su una centrale
Si interviene su tutto ciò che è identificabile e sostituibile singolarmente:
- Alimentazione. È la parte che paga per prima una sovratensione, ed è anche quella su cui l’intervento riesce più spesso.
- Relè. Componenti meccanici dentro un oggetto elettronico: hanno contatti che si consumano e sono fra i pezzi che si sostituiscono più di frequente.
- Morsetti. Ossidati, allentati, con il conduttore ormai nero: raramente sono la diagnosi che il cliente si aspetta, spesso sono la causa.
- Componenti elettronici identificabili. Se si riesce a leggere la sigla e il pezzo si trova, si cambia.
- Piste. Interrotte da una scarica o corrose dall’umidità, si ripristinano.
- Alcuni condensatori. Non tutti, e non sempre: dipende da dove sono e da che funzione hanno.
- Componenti di potenza. È la sezione che gestisce i motori ed è esposta per definizione.
Quando invece si sostituisce
Ci sono quattro situazioni in cui riparare non ha senso, e ve le dico prima di cominciare:
- La logica è danneggiata pesantemente. Quando il danno non è su una sezione ma sparso, inseguirlo costa più di una centrale nuova.
- Problemi di programmazione o del microprocessore. Qui non c’è un pezzo da cambiare: il componente che decide è compromesso.
- Ossidazione estesa. Una scheda che ha lavorato a lungo in una cassa allagata o in un quadro che prende acqua non si recupera pulendola. Il danno continua sotto.
- La scheda è vecchia e non si trova più. A volte la riparazione sarebbe possibile ma il componente non esiste in commercio. In quel caso si ragiona su un’alternativa compatibile.
Quanto dura una scheda
È la domanda che mi fanno quasi tutti, e non ho un numero da darvi. Anzi: diffidate di chi ve lo dà. Dipende da come è stato realizzato l’impianto, da quanto è esposto, dalla qualità dell’alimentazione e dalla manutenzione che ha ricevuto.
Due impianti dello stesso anno, con la stessa centrale, possono trovarsi in situazioni opposte. Una scheda ben protetta, in un quadro asciutto e con un’alimentazione pulita, lavora per moltissimi anni senza dare segno di sé. Una scheda in condizioni ambientali difficili — quadro che prende acqua, cassa interrata che non drena, impianto sul mare — può cominciare a dare problemi molto prima, e il numero di anni non c’entra nulla.
Per questo, davanti a una centrale che ha appena smesso di funzionare, la prima domanda che mi faccio non è quanti anni ha. È: in che condizioni ha lavorato.
Come si arriva a capire che è la scheda
Questo è il punto in cui si spendono più soldi inutilmente, e vale la pena essere espliciti: il comportamento del cancello, da solo, non basta a diagnosticare l’elettronica.
Un cancello che non parte può avere la centrale a posto e un problema di alimentazione a monte. Un cancello che apre e non chiude, nella grande maggioranza dei casi, si ferma per una fotocellula sporca o disallineata, e la scheda non c’entra. Un’anta ferma su un battente a due ante è quasi sempre un problema di comando o di collegamento di quella singola anta. Un cancello che parte e si arresta sempre nello stesso punto ha spesso un ostacolo meccanico.
Prima di puntare il dito sulla scheda controllo alimentazione, parte meccanica e dispositivi di sicurezza. In quest’ordine. Sostituire una centrale senza quei controlli significa rischiare di pagarla e ritrovarsi con lo stesso sintomo.
C’è poi un caso particolare, sulle centrali che fanno diagnostica e mostrano un codice: il reset cancella il sintomo, non la causa. Se sotto c’è una fotocellula, un cablaggio, un encoder o l’alimentazione, l’errore torna. E nel frattempo avete perso l’unica informazione utile che la centrale vi stava dando. Se il vostro impianto ha un display, annotate il codice prima di chiamarmi e non resettate.
Centrale nuova sui motori esistenti
Quando la riparazione non conviene, non è detto che si debba rifare tutto l’impianto. In molti casi si sostituisce la sola centrale e si tengono i motori che ci sono — che sono la parte costosa.
Va verificato prima, sul posto e in pochi minuti: tipo di motore, alimentazione, finecorsa, accessori collegati. È anche possibile, in diversi casi, usare una centrale di un marchio diverso da quello dei motori, o componenti compatibili di altre case. Possibile non vuol dire automatico: è una valutazione che si fa guardando l’impianto, non il catalogo.
Per i ricambi lavoro sia con originali sia con compatibili. La scelta dipende dal componente, dalla disponibilità, dall’età dell’impianto e da quanto conviene la riparazione nel suo complesso: su certi accessori il compatibile fa esattamente lo stesso lavoro, su altri l’originale evita di tornare due volte.
Le centrali che incontro più spesso sono elencate nelle pagine dei singoli marchi: Faac, Came, BFT, Nice, Fadini e Benincà. L’elenco completo dei marchi trattati è nella pagina Marchi.
Dove intervengo
Venezia terraferma — Mestre, Marghera, Favaro Veneto, Zelarino, Chirignago, Campalto — più Marcon, Quarto d’Altino e Mogliano Veneto. Miranese: Spinea, Mirano, Martellago, Noale, Salzano, Scorzè, Santa Maria di Sala. Riviera del Brenta: Mira, Dolo, Stra, Fiesso d’Artico, Pianiga, Vigonovo, Camponogara, Fossò, Campagna Lupia, Campolongo Maggiore. A est Musile di Piave, San Donà di Piave, Eraclea, Ceggia, Portogruaro. Sul mare Jesolo, Caorle, Cavallino-Treporti. A sud Chioggia, Cona, Cavarzere.
Restano esclusi il centro storico di Venezia e le isole — Lido, Murano, Burano, Pellestrina, Sant’Erasmo — per mancanza di accesso carrabile.
Domande frequenti
La mia scheda è bruciata, si può riparare?
Dipende da dove è arrivato il danno. Su alimentazione, relè, morsetti, piste e componenti di potenza si interviene spesso. Se invece la logica è compromessa, se c’è di mezzo il microprocessore o se l’ossidazione è estesa, la riparazione non ha senso e si sostituisce.
Il cancello non funziona dopo un temporale: è per forza la centrale?
No, e soprattutto non è detto che sia solo la centrale. Una sovratensione può danneggiare più componenti insieme: si controllano alimentazione, fotocellule e gli altri dispositivi collegati. Riparare il primo pezzo che si trova porta a rivedersi dopo pochi giorni.
Quanto dura una scheda elettronica?
Non esiste un numero, e chi ve ne dà uno sta indovinando. Dipende da installazione, esposizione, qualità dell’alimentazione e manutenzione. Conta molto di più in che condizioni ha lavorato che quanti anni ha.
Sul display c’è un codice di errore: lo resetto?
Meglio di no. Il reset toglie il sintomo e lascia la causa dov’era, e cancella l’unica informazione che vi serviva. Annotate il codice e chiamate.
Posso montare una centrale di un’altra marca?
In diversi casi sì, con componenti compatibili o centrali universali. Vanno verificati tipo di motore, alimentazione, finecorsa e accessori collegati: è una verifica sul posto, non una scelta da catalogo.
Perché sul mare le schede si guastano di più?
Perché all’umidità si aggiunge il salino, che attacca morsetti, contatti, connettori e piste. Su un impianto al litorale la manutenzione periodica non è un extra, è quello che tiene in vita l’elettronica.
Se la centrale ha smesso di rispondere
Chiamate e ditemi che cosa fa il cancello, se c’è stato un temporale e se sul quadro compare un codice. Da lì capisco già quanto è lungo il giro di controlli.
Lun-ven 8.30-12.30 e 14-18 — linea attiva 24h con segreteria
I marchi citati appartengono ai rispettivi titolari. I.S.G. S.r.l.s. è un’impresa di assistenza indipendente, non autorizzata né collegata ai produttori menzionati. Utilizzo ricambi compatibili e, quando disponibili, originali. Impresa abilitata ai sensi del D.M. 22 gennaio 2008 n. 37, art. 1 comma 2 lettera a).